|| Il Rock e la generazione dei sessanta ||

 
         

Vero culto di quei tempi fu la motocicletta,  che con l’impennarsi del boom economico diventa un oggetto del desiderio per molti adolescenti.Anche i look prende forma restando nelle tematiche di quella moda: giacche, pantaloni di cuoio nero e stivaloni erano diventate le divise di quel fenomeno di costume e cultura che prese il nome di “Bikers”.

Nella metà degli anni sessanta diede scalpore la notizia che dall’America un gruppo di motociclisti <bikers> chiamati “Angel’s” furono accusati di aver seviziato delle giovani adolescenti americane. Ben presto la stampa a stelle e strisce si accanisce verso questa banda di ragazzi tramutando il loro nome nel più meno tranquillizzante “Hell’s Angels” (Angeli dell’inferno).“Uno zoo umano su due ruote” richiamava il titolo di vari giornali all’indomani dell’accaduto, “Fuorilegge con la barba tinta di verde o rosso vivo, gli occhi nascosti dietro gli occhialini arancioni e un anello di ottone al naso” definiti dal giornalista Hunter Thompson. I bikers americani rispetto a quelli europei avevano una filosofia più anarchica e ritenevano che fumare oppio o marijuana poteva contribuire al loro benessere.

 

 

 

Di grande nota che videro come protagonisti i bikers furono due episodi che risalgono al 1969.

Alla fine di quell’anno che segnava la fine di un decennio di cambiamenti poltici e culturali i Rolling Stones intrapresero una serie di concerti per gli states assumendo come servizio d’ordine un gruppo di bikers appartenenti alla gang degli Hell’s Angel. Il 6 Dicembre, in un festival tenutosi a poche miglia da San Francisco mentre sul palco gli Stones eseguivano la loro hit “Sympaty for the devil” scoppiò una rissa tra la parte del pubblico più esaltato e il servizio d’ordine,l’episodio finisce in tragedia con l’assassinio di un ragazzo di colore a colpi di coltello proprio da un bikers. La scena ripresa nel film “Gimme Shelter” fece il giro del mondo in cui si vide Mick Jagger, cantante dei Rolling Stones ,che, accortosi dell’episodio smise di cantare urlando sconvolto dal terrore.

L’altro episodio che risale a quello stesso anno    è quello dell’uscita cinematografica del film “Easy Rider libertà e paura” di Dennis Hoper vero cult e tutt’oggi ancora punto di riferimento dei biker’s del 2000. La vicenda di quel lungometraggio narra la storia di due vagabondi su una motocicletta, ilazzo di colore ltello da parte di un bikerun ragazzo di colore l palco gli Stones esero una serie di concerti p cui viaggio continuo sulle strade d’America è giustificato dal loro rifiuto d’integrarsi.

 

“Easy Rider” lancia anche una canzone che da ora in poi sarà l’inno dei bikers di tutto il mondo, “Born to be Wilde” degli “Steppenwolf”, il cui testo rappresenta un vero e proprio ideale di vita. In pochi mesi le autostrade di tutto il mondo si popolavano di giovani e la loro moto con casco a stelle e strisce alla ricerca del “continente”

a cura di Maxx Perria

 

 

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