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Giusto...
qualche considerazione....
(state
incollati alla vostre poltrone...)
"...it's
getting very near the show..."
Primo
appunto (my personal "opener"): nel 1963 il
mercato musicale era sotto il rigido controllo
degli americani, da sempre inimitabili
manipolatori di qualsiasi arte con la quale
loro entrino in contatto; l'America stessa
aveva dato il via al primo grande boom del
rock'n'roll ed ebbe in Elvis "The Pelvis"
Presley, il primo riconosciuto "guastatore"
della musica popolare del ventesimo secolo.
per circa
tre anni fu lui l'incontrastato idolo dei
teenagers di tutto il mondo ed in seguito egli
avrebbe influenzato, letteralmente, decine e
decine di artisti, primo fra i quali un ancora
giovanissimo (siamo nel 1956) John Winston
Lennon. Ma la successiva chiamata alle armi di
Presley, seguita dall'arresto di Chuch Berry
(altro grande innovatore del primissimo rock)
e di Jerry Lee Lewis, "accompagnati" dalla
morti precoci (per incidente aereo nel
febbraio del '59) di Buddy Holly e Ritchie
Valens, avrebbero sancito, ed in maniera
brusca e drammatica, la "morte" del rock'n'roll.
Si
affacciano timidamente gli anni '60, ed il
rock'n'roll perde gradatamente quella genuina,
irresistibile carica rivoluzionaria che lo
aveva contraddistino e per la quale passo'
alla storia, non solo musicalmente parlando ma
anche per cio' che concernette il costume e le
abitudini sociali dell'epoca.
Nei
primissimi anni '60 la scena musicale
britannica non e' molto dissimile, da quella
d'oltre-oceano, anzi: il genere dominante e'
lo "skiffle" un originale quanto strambo
connubio di musica country, folk e pop, reso
ancora piu' particolare dal fatto che come
strumenti venivano adoperati un asse di legno,
"scortata" da una semplice chitarra:
decisamente rudimentale ma affascinante.
Si tratto'
poco piu' di una moda passeggera. La vera
rivoluzione si sarebbe dovuta attendere ancora
per un paio di anni. E venne il fatidico 1963.
Irrompono, fragorosamente sulla scena
britannica, i Beatles, un semi-sconosciuto
gruppo proveniente da Liverpool, citta' resa
famosa fino a quel momento solo dal proprio
porto (uno dei piu' importanti del Regno
Unito) e da qualche comico di successo.
L'importanza assoluta dei Beatles fu quella di
scatenare la SECONDA GRANDE RIVOLUZIONE DEL
ROCK, la piu' eccitante, la piu' importante e
la piu' significa-tiva, avvenuta in un
contesto storicosociale cruciale e molto
incerto: il mondo era stato appena privato di
uno dei suoi leader piu' autoritari e
carismatici: il 22 Novembre del 1963 venne
infatti assassinato, a Dallas, il presidente
degli Stati Uniti, l'amatissimo (ed
altrettanto discusso) John Fitzgerald Kennedy.
Il Boom
della Beatlemania passera' anche agli annali
per il ruolo di rilevanza sociale che
investira' per sempre i "quattro scarafaggi":
gli adolescenti stavano vivendo un periodo di
transizione ed avevano costantemente bisogno
di certezze. Una di queste venne grazie alla
comparsa ed all'improvviso successo dei
Beatles. Inoltre: furono il PRIMO gruppo
britannico ad essersi imposto nell'allora
osticissima Londra, la capitale; dopo di che
furono I PRIMI IN ASSOLUTO a sfondare le
(apparentemente insormontabili) dighe del
Mercato Americano, dando il via alla
famigeratissima "BRITISH INVASION". E' il
1964, quando i fab-four sbarcano, allibiti,
all' aeroporto JFK di New York, letteralmente
invaso da migliaia di fans in delirio. Ancora:
John Lennon e Paul McCartney furono tra i
primissimi compositori a scrivere materiale
PROPRIO, in un'epoca chiaramente
caratterizzata da covers, cioe' brani di altri
interpretati da altri.
Furono,
ovviamente, I PRINCIPALI ESPONENTI DEL BEAT
BRITANNICO, e grazie a loro molti gruppi loro
antichi rivali poterono altrettanto
beneficiare, dopo il boom-Beatles, di
contratti e tournee's al di fuori della loro
citta' o paese.
Frantumate
le dighe (che voleva soprattutto dire:
PREGIUDIZIO, colossale pregiudizio) americane,
s'imposero successivamente i seguenti gruppi:
ROLLING
STONES, WHO, KINKS, ANIMALS e tanti
altri futuri mostri sacri del Rock.
Mica poco,
vi pare?...
E non ho
finito.
A tutt'oggi
i nostri amati "divini" detengono ancora un
primato a dir poco invidiabile: 5 hits ai
primi 5 posti delle classifiche Billboard
americane, sempre in quell'incredibile 1964:
un record imbattuto! Alcune innovazioni
tecniche: con "I FEEL FINE" vi fu
l'introduzione del FEEDBACK in un brano rock
mentre "EIGHT DAYS A WEEK", se non erro,
dovrebbe trattarsi della prima traccia che ha
inizio con l'uso del FADE (a crescere pero',
anziche' a scendere); in NORWEGIAN WOOD (ma
questo aneddoto e' conosciuto praticamente da
tutti i veri fans di musica) appare per la
primissima volta uno strumento esotico, il
SITAR (ad opera di GEORGE HARRISON gia' a quel
tempo, era il 1965, e la canzone era contenuta
in RUBBER SOUL, grande discepolo del guru
indiano RAVI SHANKAR); o le prime chitarre al
contrario (presenti in quello che da molti e'
considerato il loro album piu'
rappresentativo, REVOLVER).
Per non
citare il non-plus-ultra del perfezionismo:
SGT. PEPPER... Ah, dimenticavo: I Beatles sono
stati anche i
primi ad introdurre strumenti classici
all'interno dei propri brani.
A tal
proposito, un'annotazione a parte merita il
geniale GEORGE MARTIN, il produttore
e principale arrangiatore, onde
"risarcire" una storica figura
responsabile in prima persona dell' evoluzione
musicale e compositiva
dei Beatles, : senza di lui,
difficilmente le loro "folli" idee sarebbero potute
essere tradotte in realta', valga per tutti
l'esempio di STRAWBERRY FIELDS
FOREVER. In quell'occasione un
insoddisfatto John Lennon si precipito' da
Martin in quanto aveva composto ben due
versioni del celebre pezzo, ma non era
assolutamente intenzionato a
sbarazzarsi di alcuna delle due...in pratica
obbligo' il produttore a compiere un
mezzo miracolo, cercando di far legare
le due parti: il problema risiedeva
nel fatto che una delle due versioni
era un semi-tono piu' alta
dell'altra ed in piu' erano state
registrate con velocita' differenti. Il
colpo di genio di Martin
fu quello di aver saputo coniugare
le due parti di STRAWBERRY FIELDS"
variando la velocita' di una
equiparandola all'altra. Ed ilgioco fu
fatto!...
E come
dimenticarsi del piano accelerato (tanto da
farlo sembrare un
clavicembalo) in FOR NO ONE e dell'assolo
in tromba acuta (a me tanto caro...!!!)
contenuto nella sezione centrale di
PENNY LANE... Sublime...!
Nessuna
band ha segnato gli anni '60 come i
Beatles e nessuna band e' stata mai capace,
prima, durante e dopo di emulare le
loro gesta artistiche e compositive,
in un crescendo evolutivo senza
precedenti nella Storia del Rock. E se non vi
e' bastato quello che vi ho
appena proposto io, con grande amore e
dedizione verso i quattro scarafaggi,
beh... andate a cercare voi qualche
documento utile sui FAB FOUR, in modo da
rendervi conto di quanto possa
essere allucinante il solo pensiero di
vedere questa band dipinta in modo
indecoroso...
Allora...
siete con me o no?...
Fate...."sollevare" la vostra voce...
se avete
fiato....!
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