EXTREMA

 
 

FILTHY SUNDAY CIRCUS

 
 

                           BLOOM ART_PALERMO

 
 

14 Febbraio  2003 Bloom Art (Palermo)

 
     
 
 

Le persone che hanno voluto essere presenti questa sera hanno visto concretizzarsi l’espressione più istintiva e violenta della musica metal, condizione generatasi dall’unione  di quattro elementi la cui congiunzione è stata presso che perfetta, distruttiva come voleva esserlo negli intenti, annichilente come lo è stato nei risultati finali. Un vattaggio delle grandi occasioni; 5oo fottute teste metal che da sotto il palco si sono spinte costantemente alla ricerca di un estremo feedback con le band cercando il microfono, il contatto fisico, l’attrito; gli Extrema e i Filthy Sunday Circus, animali da palco che hanno trovato un limite alla loro natura soltanto nello sfinimento fisico, giunto solo dopo più di due ore di concerto.

   
 

Appena calate le luci parte una nervosa ritmica di basso a creare l’adeguata tensione che precede l’esplosione di un indescrivibile growl; la prova dei Filthy Sunday Circus è ufficialmente iniziata con la violentissima "People" che dà subito il modo di comprendere i motivi del rispetto che la band palermitana ha saputo guadagnarsi nel tempo. Nella loro esecuzione spiccano fredda lucidità e potente precisione necessarie a esprimere al meglio la loro frenetica miscela funky-HC-metal potenziata dalle pesanti distorsioni del suono e dal growl del singer che si erge su parti rap e melodiche a disintegrare l’aria del  locale.

   
 

Sei brani in tutto e tutti d’un fiato, dati in pasto ad un pubblico affamato che ha seguito fino alla fine i ritmi forsennati della band, particolarmente granitici e corrosivi nell’incedere cadenzato di “No way” e “Take my skin”. Soltanto “Sickness” dà modo al pubblico di respirare per qualche attimo ma da lì a poco la furia incalzante con la quale i Filthy Sunday Circus eseguiranno la conclusiva “Untitled” ripristinerà il totale disordine nel locale prima della dovuta pausa per il cambio palco. Una prova matura e convincente che ha guadagnato alla band, oltre l’ovazione del pubblico, l’invito degli Extrema ad aprire la successiva data del tour al “Crossover” di Catania.

   
 

Gli headliner sono scortati sul palco da una intro registrata e dall’acclamazione del pubblico; chi, come me, si trovava ad occupare le prime file ha potuto leggere nei volti caricati a mille, dei milanesi, ciò che la serata teneva in serbo per noi. E’ stata una sfida a chi cede per primo in cui nessuno si è risparmiato, né il pubblico, spinto costantemente verso il palco ed il microfono da una violenta inerzia, né tantomeno gli Extrema che hanno saputo caricare  l’aria di tensione positiva scaricandola nei 17 brani con cui la band ha ripercorso la sua storia con tutti i suoi differenti periodi legati ancora, stasera, dalla sottile robusta linea rossa dell’attitudine e della violenza trash.

   
 

La scarica della Ibanez sette corde di Tommy ci si scaglia contro con i primi quattro brani, “Generation”, “The positive pressure…”, “Dude”, “Another nite”  e con loro la massiccia presenza scenica dei quattro componenti; la gran voce e la mimica panteriana di Gianluca,  tenacemente alla ricerca del contatto fisico con le  prime file, i ghigni del batterista  tra le meccaniche. Avanti così ed ancora peggio nell’avanzare del concerto con vecchi brani come “Money talks” o “This toy” che non hanno perso bellezza neanche per il cazzo, anzi, gli Extrema non fanno altro che rinnovargliela riuscendo ad eseguirli alla perfezione seppur trascorrano più tempo in banging che per terra, non smettendo di urlare nemmeno nelle presentazioni, nemmeno per respirare. Una fine acclamata dal Perotti almeno quattro volte e puntualmente smentita dall’attacco di qualche altro violentissimo brano. “Some Faith”, “Wanna be”, “All around” urlate a memoria dai presenti come inni da stadio e alla fine tutti, semplicemente, sfiniti.

 

 

  Doveva essere un concerto; è stato un massacro, ma a quanto pare, per gli Extrema, tra le due cose non passa alcuna differenza.
   
 

a cura di Pietro "Collapse" Presti  

   
 

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