SALENTO SUMMER FESTIVAL
PORTO CESAREO 13 AGOSTO 2002

 

PRIMA PARTE

 
   
 

... accorsi da tutto il centro-sud a dare la dovuta accoglienza ai Sepultura, gruppo di punta della seconda delle due giornate di festival previste, nell'unica data in territorio nostrano. I brasiliani sono stati inseriti nel bill soltanto pochi giorni prima dell'evento, il quale ha però dovuto subire l'abbandono degli attesissimi Biohazard e dei napoletani Livello Zero. L'incredibile costo del biglietto, appena 12 euro (ma tutto all'interno era accessibile, dalla birra al merchandise), è stato un ulteriore incentivo per un pubblico da troppo tempo a digiuno di grandi nomi del metal e di rumorosi eventi come questo, lo si è visto dalla foga con cui si è dato vita a poghi spaccaossa e dalla più calda devozione immaginabile che è stata riservata ai gruppi (anche se non a tutti).

   
 

Soltanto un paio di richiami, all'organizzazione, forse un tantino inesperta, per non aver provveduto a bagnare il terreno dello stadio la cui polvere è stata abbondantemente inalata  dal pubblico, ed alla security, che la prossima volta si provveda ad ingaggiare gente che sia esperta di concerti metal e non di serate danzanti, così che i malcapitati stage diver non debbano subire rudi placaggi e mirabolanti strette di karate ogni volta che si oltrepassano le transenne. Che la prossima volta questa gente sia fornita di un cervello (e magari di un tutù rosa).

Ma passiamo alla musica. In perfetto orario (le 19:00) entrano in scena i leccesi Shank e come sempre per il gruppo di apertura si tratta in parte di un onore ed in parte di un grande onere. La gente è ancora tutta in giro a rifarsi gli occhi con il merchandise ufficiale delle band (purtroppo manca quello dei sepultura) e gli occhi rivolti al palco sono decisamente pochi con qualche testolina che si muove al ritmo delle metriche crossover proposte dal gruppo che, nei venti minuti a disposizione, ci mette veramente tutta l'anima ed il cuore per meritarsi gli applausi che alla fine arriveranno puntuali. Avremo l'occasione di riascoltarli, apriranno infatti per i Propaghandi in giro per il leccese verso la fine di agosto.

   
 

Pochi minuti di attesa colmati da un ottimo Dj'set e fanno la loro comparsa i Kiss Of Death (anche loro di Lecce) che da tempo calcano (e si vede) i palchi di tutta Italia. Il leader della band, Max, appare a suo completo agio e dà dimostrazione di possedere la carica di un vero trascinatore. Il pubblico si è intanto fatto più numeroso e vi è una discreta presenza di "personal supporter" del marchio Kiss of death. Giusto il tempo per un paio di urlatissimi <<are you ready>> ed il combo comincia a sparare fuori dalle casse un pesantissimo trash figlio della migliore tradizione Slayer-Pantera-Machine Head, parecchio accattivante ed intelligentemente aperto alle sonorità più in voga del momento. Le prime file cominciano a cimentarsi nei primi pesanti poghi della giornata che si trasformano in delirio puro quando la band esegue una cover di Reign in blood. (Eye for an Eye) è stata una delle esecuzioni migliori di una band apparsa in gran forma e molto convinta dei propri mezzi sia sonori che visivi. Alla fine solo applausi e per il pubblico tanti graditi regalini tra demo della band, bacchette e polsini.

   
 

Quando ormai si è fatto buio si presenta sul palco una delle più gradite sorprese del giorno che risponde al nome Ciaff. Grezzi, granitici, corrosivi, brutali, gli aggettivi si sprecano per questo gruppo napoletano che definire Hard core appare fin troppo riduttivo. Lo show offerto al pubblico è paurosamente "temibile", i presenti sono stati letteralmente annichiliti dalla potenza dei brani proposti dai Ciaff e dai deliri skizoidi del cantante che, oltre ad un gutturale da bloccarti la circolazione, ha deciso di armarsi prima di una mazza da baseball e poi di una gigantesca pistola ad acqua con cui ha cercato di raffreddare la temperatura delle prime file prima di catapultarsi sulle loro teste. La mazzata finale, quella che riduce le nostre ossa in polvere, è affidata ad una versione "very devastation" di (Two) dei Blur. Assolutamente tra i migliori dell'intero bill.

Che i Prozac+ fossero una presenza anomala lo si sapeva ed allora non stupisce che le reazioni del pubblico non siano state da meno. Se una parte del pubblico ha saltato e pogato per tutto il concerto (con un movimento sotto il palco assolutamente alla pari a quello dei gruppi precedenti) l'altra parte del pubblico ha mostrato in ogni modo lo scarso gradimento nutrito per il pop punk  targato prozac. Una protesta (è bello poterlo dire) che non degenera mai in lanci di oggetti o in altre nefandezze. Comunque, a parte le reazioni del pubblico, la prova dei prozac+ non è sembrata all'altezza del loro nome, forse per colpa dell'atmosfera la band è apparsa scarica e poco motivata e di quell'adrenalina, a cui Gianmaria e C. ci avevano abituato, se ne è vista veramente poca. Forse un repertorio che avesse presentato un numero maggiori di vecchi hit avrebbe risollevato le sorti di una prova senza storia. Ma d'altra parte io penso che i Prozac sapessero fin dall'inizio che, a questo pubblico (evidentemente accorso per altro tipo di sonorità), non dovevano dimostrare più di tanto.

   
 

 La seconda parte sarà pubblicata il 30/09/02

   
 

a cura di Pietro "Collapse" Presti  

 
 

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