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Cosa dire…9 brani, divisi in 3 atti, per un
totale di 28 minuti.
Potrei finire anche qui questa recensione,
visto che non mi sono mai trovato di fronte
ad un lavoro simile…Definito ambient-horror,
potrei dire che a livello di composizioni ci
siamo se si valuta il fattore “ambient”, un
po’ meno se si valuta quello “horror”…basti
ascoltare i primi tre brani, eseguiti
(presumo) da Igino Fucci (vox) in un
napoletano d.o.c., visto la provenienza (Pomigliano
D’Arco) di questa famiglia (vera e
propria!!!). “Phlegraea” è il secondo demo
per gli Oscura Veemenza, ed è stato
preceduto da “Il Principio della Fine” del
2000. Il secondo atto di questo concept,
“Phlegraea” appunto, definito “Il Tartaro”,
presenta caratteristiche molto più ambient
rispetto quelle più “etniche” del primo,
definito “I Campi Flegrei”, mentre il terzo,
“I Campi Elisi”, forse l’atto migliore di
tutto il demo, conclude il viaggio che
l’ideatore, Paolo Fucci, si era preposto,
ovvero trasportare in musica parte delle
tradizioni campane, e quindi i miti dei
Campi Flegrei, con un fantastico e attento
uso di archi, soprattutto nella parte finale
di questi 28 minuti.
Cosa dire di più…non so…che, personalmente,
se non fossero per le prime tre tracce,
della serie “Tony Esposito è tornato più
vivo che mai…”il disco sarebbe stato molto
più che interessante… |