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Una sola demo è bastata a garantire a questa
band siciliana l'ammirazione e l'interesse
dell'etichetta milanese Videoradio che ha
voluto accompagnare con il suo marchio
l'uscita di "Words spoken after", debutto
ufficiale con cui gli Hyra hanno già
riscosso, a ragione, ottimi giudizi da parte
della stampa specializzata.
Durante l'ascolto non mi sono mai sentito
catapultato o immobilizzato in una
dimensione ben precisa, piuttosto mi sono
sentito trasportare attraverso
un'immaginaria linea di tensione costante
tra miriadi di sensazioni e stati d'animo
differenti. La band si riferisce ad una
vastissima gamma di generi musicali
riuscendo a fonderli in una soluzione
distante anni luce da copiazzature e
nefandezze simili, riuscendo a creare un
suono ( che forse, un giorno, potrebbe
anche diventare un genere) unico e
personale. Se le soluzioni sono efficaci non
sono però sempre fluide e accorciare la
durata di alcuni brani sarebbe forse una
mossa vincente. Paragonerei l'album ad un
puzzle di cui ogni tassello (ogni brano) è
un puzzle nel puzzle, ma anche l'idea di
"labirinti cerebrali" non sarebbe distante
dal concept di Words spoken after… allora
descrivere nello specifico questo lavoro
occuperebbe intere pagine della 'fanzine.
Un ottimo connubio di voci, quella pulita,
sintomo di eleganza e passione, creata da
Valentina, una voce "sporca", quella di
Mauro, sintomo di rabbia mal controllata,
fanno da pilastri portanti dell'intera
costruzione composta da accelerazioni
fulminanti e ritmiche nervose che snervano
l'ascoltatore mai lasciato a contemplare una
sola emozione. Rallentamenti
orientaleggianti, parti orchestrali o
psichedeliche, in forme ben incastonate in
mezzo ai brani mutano costantemente il
paesaggio trasformandolo in sogno fallace in
mezzo a incubi sempre in agguato.
Un viaggio profondamente intimo dentro se
stessi, dentro il nostro essere più sognante
e delicato, ma anche nel nostro io più
alienato, disturbato e costantemente in
crisi di equilibrio con il "fuori". Un
album che non piacerà a tutti ma che
affascinerà tanti, difficile, che non vuole
conquistarvi ma vuol essere conquistato.
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