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I De Profundis non hanno usato pseudo arcani
(quanto spesso inutili) intro per dare voce
e suono agli incubi oscuri che invadono i
loro animi, “Sephulcre” apre “Artes
Moriendi” con un martellamento di doppia
cassa e tutta la malignità cui Sir Abandoned
dà sfogo attraverso un ugola corrosa,
insanguinata. Bastano pochi secondi di
questo primo brano per ritrovarsi immersi in
un paesaggio angusto, fatto di sofferenza e
dolore, di mistero…atmosfere che la band
riesce a creare magnificamente, con una
stupefacente semplicità. Basta poco per
comprenderne il valore…lo si intuisce,
diventa chiaro che la band sente
profondamente le sensazioni espresse le
quali risultano forti, incisive, reali. A
metà del suo cammino “Sephulcre” diviene
sulfurea, suoni di keyboards ipnotici, da un
baratro si alzano versi in italiano che
recitano cieli neri in una preghiera al
padre….
Fascinante, una dea morbosa di oscura
bellezza adornata mi guida in quello che
diviene presto un viaggio mentale più che un
ascolto. Rintocchi di campana annunciano “They’re
calling”, annunciando ciò che ha la
forma del male che in un attimo invade e
distrugge la quiete di paesaggi dormienti,
lasciandovi la morte, ridendone, vorticando
su melodie avvolgenti, trascinanti…. “Bleeding
Nightsky” è una macabra danza, il gran
ballo dei morti, anime perdute in abiti
eleganti vorticano in circolo nel grande
salone alla penombra dei ceri, visioni
celtiche portano con sè i segreti del
mistero della morte, sicuramente il brano
che più mi ha coinvolto. Artes Moriendi
esprime tutto il carattere di questa grande
black metal band, i complimenti vanno prima
di tutto a loro ma anche allo staff della
Loud music ed a Argento che ha fornito alla
band un supporto artistico fornendo delle
solidissime basi tecniche, la qualità
eccelsa della registrazione, la profonda
comprensione di ciò che la band ha voluto
esprimere, tutto ciò ha permesso che
Artes moriendi sia realmente unica nel
suo genere.
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