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.... con lo
scopo, dichiarato nella presentazione, di
divertirsi mescolando metal con hip hop,
rock, hardcore. Il risultato che abbiamo
ascoltato è New world, new politics,
un disco con sette tracce della durata
complessiva di poco più di 27 minuti. Il
primo impatto conferma la presentazione del
gruppo: una base metal su cui si impostano
sonorità hip hop ed hardcore, soprattutto.
Il modello appare quello dei Faith No More
di lavori come King for a day, ed in
generale quella fetta di produzione degli
ultimi decenni che guarda all’incrocio fra
generi come ad un modo di battere nuove
strade e di creare nuove sonorità. Certo,
ormai è difficile scrivere qualche pagina
originale; ad ogni modo gli Area 167
dimostrano di possedere una buona tecnica,
che comunque è meglio di niente. Gradevole
il brano più azzeccato del cd, The
Business, semplice e diretto. Qualche
debolezza emerge dove più abbondante è l’uso
di effetti speciali, come in My Poure
Soul, e qua e là in certi passaggi in
cui la sincronizzazione della sezione
ritmica non è proprio perfetta (vedi il
finale di I’m not the same); in
generale, infine, c’è un certo senso di
ripetitività che ad un ascolto ripetuto crea
un po’ di disagio. Comunque il giudizio sul
lavoro è positivo, e le qualità non mancano;
a questo punto andrà verificato se gli
sviluppi della band saranno verso una
maggiore originalità mantenendo ciò che di
buono hanno dimostrato in questo lavoro.
P.S. per Gaetano, il vocalist: per stavolta
rimanga fra noi, non lo dirò a nessuno che
fai un rutto nel finale di The Business,
ma ricordati che non sei Steven Tyler! |