ANTITHESY
Fuori i Secondi  (2003)

 

 

Reviewed: December 2003
Genre:
Rock Progressive
Key tracks
: 'Sudomagodo', 'Il patto', 'Giorni nuovi', 'Giocoforza', Dolce sogno', 'Canzone', 'Padrona di me', 'Notturna', 'Fa leggi', 'Lo specchio', 'L'altro', 'Alba'
 
 

 

Ad un primissimo ascolto la miscela musicale degli ANTITHESY e' un riuscito melting-pot comprendente tastiere liquide, talvolta rarefatte e sospese,sonorita' riecheggianti i gloriosi fasti del progressive italiano degli anni '70 ed un sapiente uso di partiture elettroniche, perfettamente funzionali all'atmosfera tesa ed evocativa imposta dal quintetto spezzino. Non posso sottrarmi dal sottolineare come i passaggi tastieristici e pianistici della giovane band spezzina vadano a formare un tripudio di echi e citazioni inneggianti la PREMIATA FORNERIA MARCONI (suppongo il tastierista degli ANTITHESY sia un vorace  estimatore di Flavio Premoli della P.F.M.: andate a rispolverare la leggendaria linea di synth/tastiera che rese famosissima IMPRESSIONI DI SETTEMBRE, al fine di mettervi tutti d'accordo).

"FUORI I SECONDI" rappresenta un percorso dagli innegabili risvolti introspettivi, un sali-e-scendi musical-emotivo fortemente marchiato dalla sensibilita' profusa  da testi mai banali ed allo stesso tempo non eccessivamente impregnati di enfasi o ridicola ecumenicita', "recitati" con grande pathos e convinzione: la voce si "appoggia"  sulle tracce con appassionante, elegante espressivita', fungendo da ideale sesto strumento. Vi sono, all'interno di FUORI I SECONDI, momenti di intensa liricita', superbamente accentuati da parti di limpido piano, angeliche voci sottolineanti squarci di "Eden Musicale", gentilmente "macchiato", a tratti, da un senso di leggera struggenza, affatto fastidiosa, bensi' riconciliatrice di ritrovato sentimento e commozione lievemente "strozzata" e mai del tutto sopita o soffocata. Sorta di "neo-progressive-elettro-pop" italiano, contraddistinto da nette innalzate melodiche, giustificate da stupende soluzioni armoniche viranti verso stralci di ispirata ballata dominata da evocativi accordi emessi da un semplice, meravigliosamente asciutto pianoforte.

Lungo tutto l'arco di questo debut-album trasuda fin troppo eloquentemente una sincera quanto indiscutibile passione/propensione per melodie assai raffinate ed elaborate, "appesantite" qua e la' da accenti chitarristici moderatamente "heavy" (comunque sempre contenuti all'interno di un contesto marcatamente POP), senza  che venga quasi mai a formarsi il rischio di un certo appiattimento in fase compositiva. A suo modo soluzioni di pop-moderno convincenti, sulle quali irrompono un  pathos ed una chiarezza di contenuti in grado di non lasciar dubbi all'ascoltatore di turno, solitamente esigente e "travolto" da irrinunciabili pregiudizi. Certo gli ANTITHESY non rappresentano il genere musicale da me prediletto; attestato cio' per assoluto principio di sincerita',  lasciatemi una volta di piu' reiterare  quel distinto senso di ("palpabile") onesta' (musicale e non) che avvolge e permea questa opera prima degli ANTITHESY.

A meno che non crediate di trovarvi di fronte al solito complessino di imberbi ragazzini 15enni interamente dediti a certo "trash-death-hard-core-metal", giornalini porno, costosissime marche di cellulari e fumetti manga...


Reviewed by
ALAN "J-K-68" TASSELLI

SITO WEB:

  www.antithesy.it
   

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