VERBENA
Into the pink (1999)

 

 

Reviewed: April 2002
Genre:
PUNK-ROCK
Label:
Capitol
Key tracks: '
Lovely isn't love'' ,  'Into the pink',  'Baby got shot', 'John beverly', 'Pratty please', 'Monkey i'm your man', 'Prick the sun', 'Oh my', 'Submissionary', 'Bang bang', 'Depression is fashion', 'Syimpathy was dead', 'Big skies, Black rainmbow'.
 

.... il secondo lavoro dei Verbena colpisce allo stomaco e gioca sulle stesse tinte forti e gli stessi contrasti della copertina, rosa e nero. Rosa i pezzi più dolci e malinconici, anche se di una malinconia perversa e viscerale che gli Smashing Pumpkins del Mellon Collie del’95 sembrano aver definitivamente perso, posti strategicamente in apertura e in chiusura (Lovely isn’t love e Big Skies, Black Rainbows), neri i restanti 11 tiratissimi pezzi che danno vita al corpo sanguinolento e violento di un disco diretto e fondamentalmente aderente, pur con una sua indiscutibile originalità, alla tradizione del migliore punk-rock  statunitense degli anni’90: riff di chitarre taglienti e rumorosissime, giri di basso sexy e ritmiche esplosive. L’aggressività di ogni pezzo non risulta mai scontata: i nostri riescono a convincere con strutture veramente solide dimostrando che non basta una chitarra distorta per confezionare un buon disco di rock’n’roll. L’adesione emotiva dei tre Alabama kids è il primo fattore a colpire e convincere: Scott Bondy si trasforma in un serpente a sonagli capace di baciarti e un secondo dopo sputare veleno, libera il suo ego paranoico,  esorcizza i suoi demoni e gioca all’amante voglioso ed arrabbiato, si rilassa ed esplode, accelera e rallenta sulla voce sottile, spesso un po’ roca di Anne Marie Griffin al basso. Ogni titolo è legato all’altro da un filo conduttore sottile, quasi invisibile, che trova riscontro nei suoni ma soprattutto nei testi in cui vive un intero e pulsante immaginario di deliri e malesseri di fine secolo: amori contrastati e disillusi (Lovely isn’t love), prese di posizione anti-fashion (Into the pink), speranze di redenzione(Baby got shot in cui Scott grida”Non hai mai desiderato un bel paio di ali?”),relazioni interpersonali travagliate (John Beverly), ribellione (Pretty please), richieste d’aiuto (Monkey I’m your man), oscuri mondi interiori (Prick the sun), la bellezza della paranoia (Bang bang), la depressione auto indotta (Depression is a fashion), sogni chimici (Sympathy was dead), l’innocenza perduta (Big skies, black rainbows).

Consigliato agli scettici, a  chi ancora pensa che dopo Kurt Cobain il rock si sia addentrato in un buco nero. Il discorso muove da dove si era interrotto il precedente Souls for sale: “Non capiamo tutto questo parlare della morte del rock; tecnicamente parlando non è una forma di vita a base carbonio, per cui prima di tutto non è nemmeno mai stata viva”. Amen.


Reviewed by
MARIANNA ROSSI

Link to VERBENA

Discography:

 
  - SOULS FOR SALES  (1997)
- INTO THE PINK  (1999)

 

 
 

 


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