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AMERICAN HEAD CHARGE
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The
War of Art (2001) |
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Genre:
Nu Metal |
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Sette loschi individui che si presentano
come gli American Head Charge hanno deciso
di avviare la loro personale "guerra
dell'arte" imprimendo una temibile
attitudine violenta sia nell'artwork che
nelle 16 tracce che compongono l'album. Nu
metal sporco e scorie industrial generate
dall'intelligente uso di macchinette, una
voce Hardcore che non ti aspetti (pensate ai
SOIA) che sà distruggerti per accarezzarti
un'attimo dopo, in poche parole un'ascolto
da trincea urbana per nuovi adepti del
terrorismo sonoro. Già in piena rotazione
radiofonica lo stupendo singolo (Just
so you know) garantirà al
combo il successo nella prima battaglia
della guerra dell'arte. |
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Reviewed by
Pietro "Collapse" Presti |
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P.O.D.
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Satellite (2002) |
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Genre:
Metal |
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Quest'album conta già una vendita che si
aggira attorno alle 3 milioni di copie, e se
abbiamo una speranza è quella che il
successore sia accompagnato da una veste
grafica più dignitosa di quella
assolutamente insignificante di questo
"Satellite". Tanti possibili hit tra le 15
track dell'album ma ben poche idee e
praticamente nulla che lascerà un segno
indelebile nella storia della musica. I
P.O.D. confezionano un album lineare e
semplice ,intriso delle solite miscele di
rap metal ed accenni reggae, che si lascia
ascoltare e che ti rimane attaccato alla
testa come un aneurisma, così mi capita di
svegliarmi e canticchiare "Youth of a
nation" anche se tutto sono tranne che
quello. Aah…gli "ancestrali" P.o.d…. o li
ami o li odi. |
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Reviewed by
Pietro "Collapse" Presti |
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SLIPKNOT
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Iowa
(2000) |
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Genre:
Nu Metal |
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I 9 di Des Moines devono avere affrontato
una discesa all'inferno, perché questo "Iowa"
non si spiega altrimenti. Soltanto
un'emozione è contemplata nelle 14 tracce
del disco: l' odio. Di questo
bruciano le intestina di Corey Taylor ed
urlare sembra essere il suo unico rituale di
liberazione dal tormento che attanaglia
l'intera titletrack. "Iowa" è il caprone
della copertina, lanciato a testa bassa con
le sue corna acumine con i suoi occhi
carichi di cieco disprezzo contro la
società.. Gli slipknot chiedono il conto,
senza tregua, senza nessuna luce a
prospettarsi all'orizzonte, e, quando
rallentano, come in "Gently" è solo dolore
che si fa liquido sulfureo che stordisce e
corrode. |
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Reviewed by
Pietro "Collapse" Presti |
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SOULFLY
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3 (2002) |
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Genre:
Metal |
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3. La triade. Passato, presente, futuro. La
"anima volante" ha completato il
cerchio. Le "radici" inestirpabili
che affondano nella purezza dello spirito
aborigeno, e quella rabbia tribale che da "Roots"
è trasvolata nei tre album dei Soulfly..
"Coerenza" è, infatti, la parola
chiave che apre alla comprensione di "3",
una fuoco perenne che genera una nuova (Soulfly),
una instancabile attitudine a soffrire per i
nostri errori, i suoi poli opposti (Tree
of pain) fluida e sognante, (L.O.T.M.)
velocissima ed inkazzata. E poi i proclami,
le esortazioni a credere, noi, i (Last of
the mohicans) nelle nostre convinzioni.
Il silenzio di (11-9-01), quando un
profeta chiude gli occhi per aprire il suo
spirito al pianto silenzioso di anime nel
vento. |
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Reviewed by
Pietro "Collapse" Presti |
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KoRn
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Untouchables
(2002) |
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Genre:
Metal |
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Quello che colpisce dei korn, nel precedente "issues"
così come nell'ultimo "untochables" è
la capacità di trovare sempre nuove vie di
sperimentazione, di non assestarsi su di un
suono che, seppur abbia segnato un pezzo di
storia, la band ha costantemente contaminato
e innovato senza, però, mai strafare. I
tratti del "korn sound" ci sono ancora tutti
(Here to stay) (blame) ma il
basso è più sottile che in passato, si è
deciso di usare tastiere e creare una
"trasparente" linea di elettronica "dub" che
accompagna l'intero album (make believe)(hollow
me) stupefacenti le parti vocali e
corali di Jonathan Davis nel cantato e
nell'urlato. Nuove letture "Dark-wave". Di
questi tempi si va a scuola di Depeche mode. |
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Reviewed by
Pietro "Collapse" Presti |
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