ARCH ENEMY
"Anthems of Rebellion" (2003)

 

 

Reviewed: January 2004
Genre:
Melodic Death Metal
Label: Century Media

Key tracks: 'Tear Down The Walls [intro]', 'Silent Wars', 'We Will Rise', 'Dead Eyes See No Future', 'Instinct',  'Leader Of The Rats', 'Exist To Exit', 'Marching On A Dead End Roa (instrumental)', 'Despicable Heroes', 'End Of The Line', 'Dehumanization', 'Anthem (instrumental)', 'Saints And Sinners'

 

E’ ormai un dato di fatto che la scena swedish stia progressivamente abbandonando le caratteristiche peculiari che la contraddistinsero anni or sono come scena a se stante nel panorama metal, le atmosfere oscure e dannate che avvolgevano l’unione tra death e eleganti virtuosismi acustici convogliati in produzioni del tutto uniche (giusto per farvi un’idea sentite i suoni di Gallery o The mind’s I dei Dark Tranquillity).

Merito (o demerito, dipende) di questa trasformazione va anche agli Arch Enemy che sulla scia degli In Flames (di Reroute to remains) optano per una produzione ultramoderna di brani oggi più che mai secchi, diretti, coincisi, seppur non per questo poco strutturati, anzi. Tutto ciò ci mette di fronte al quesito se si tratti di evoluzione, di involuzione, o se siamo semplicemente al cospetto di una nuova generazione di band swedish, seppur il nome degli Arch Enemy tanto quello degli In Flames sia saldamente legato agli antipodi del death melodico. A parte queste valutazioni di fondo su cui ognuno si farà un’idea personale, l’album in questione è indiscutibilmente un lavoro di alta qualità, i brani sono serrati e comunque variabili, i suoni granitici, la velocità, l’alto tasso tecnico impresso nel riffing come negli assoli e la malignità che Angela tira fuori dai suoi polmoni scuoteranno sicuramente muscoli e sistemi nervosi dei fan dell’una e dell’altro versante del death, europeo e americano. La band appare sicura dei propri mezzi e la vocalist si è perfettamente fusa nella struttura che ha raggiunto definitivamente forma organica completa; proprio il  timbro singolare della vocalist regala valore e furiosa intensità ai brani quando la musica tende a perdere personalità. Non mancano momenti riflessivi e acustici impressi in pochi frammenti tra i brani e in una ballad (Marching on a dead end road) l’unica song strumentale che però non si leva al di sopra di una qualità meno che mediocre. Meglio quindi l’anima brutale di “Anthems…” concentrata nei suoi brani più duri Dead eyes.., Desplicabe heroes, Dehumanization.

Catchy eppur violento, diretto ma anche ben strutturato, per niente innovativo eppure un gradino sopra la staticità.

Coinvolgente, trascinante, sincero nella rabbiosa esplicazione di concetti “anti-matrix”…. e adesso mi fermo altrimenti su questa recensione ci lascio tutto  il mio sangue.


Reviewed by
PIETRO "COLLAPSE" PRESTI

   
PROVENIENZA:
  Svezia
   
Line Up:
  www.archenemy.net
   

 

 
 

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