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Iniziamo dalla scena
palermitana, ospitante il concerto di questa sera. Da
essa all’oggi sono riusciti ad emergere solo alcuni
gruppi punk-ska mentre altre realtà più estreme
sembrano avere maggiori difficoltà nell’acquisire
un’adeguata visibilità all’esterno;
Qual è il parere dei Filthy in relazione a questa
situazione?
E’ sostanzialmente un
problema di spazi. A Palermo la scena punk-ska è
adeguatamente sostenuta dai locali e dal pubblico
mentre per le altre realtà è tutto più difficile visto
che fino ad oggi non esistevano spazi che volessero o
fossero tecnicamente capaci di ospitare e sostenere
chi vuole proporre generi musicali estremi.
Gli Extrema si
confrontano con la realtà palermitana per la prima
volta; ma la Sicilia è idealizzata davvero come un
posto così distante dalle scene più affermate?
(G)
L’Italia stessa è una realtà distante da tutto visto
che all’estero non siamo molto considerati, secondo
i grandi discografici e gli opinionisti del cazzo
siamo il terzo mondo della musica rock.
(T)
All’interno della Roadrunner c’è chi continua a
ripetere che dall’Italia non uscirà mai niente di
buono quindi puoi capire quanto questa gente sia
prevenuta. L’Italia ha poi ovviamente uno specifico
problema geografico, fai conto che noi oggi è come se
fossimo andati a suonare a Berlino. Comunque ci
rendiamo conto che al sud c’è tantissimo fermento,
tantissima voglia di metal, ogni volta che facciamo
dei concerti da Napoli in giù è sempre un totale
successo.
(G)
Io dico sempre che suonare al sud è la cosa più bella.
Al nord hanno un po’ la puzza sotto il naso, stentano
a muoversi, stanno lì a vedere se sbagli l’accordino,
al sud invece è sempre un massacro totale.
Passiamo alle vostre band e partiamo dagli inizi e
cioè dalle emozioni, speranze, bisogni da cui queste
sono sorte….
(T)
Per
cosa si suona in verità? Donne, soldi e per andare in
giro a…
(G)
…bere gratis…
(T)
…esatto…. comunque, personalmente, ho iniziato a
suonare…
(G)
..per egocentrismo….
(T)
..a parte quello, visto che tutti devono essere almeno
un po’ egocentrici per iniziare a suonare….mi piaceva
la spettacolarità che è legata alla musica e poi avevo
l’ideale di viaggiare, conoscere un sacco di gente,
avere tanti amici in giro, poi sono arrivate anche le
donne e tutto il resto…
I
Filthy invece…
(M)
Dopo aver provato diverse esperienze personali in
ambiti musicali diversi abbiamo deciso di unirci in
un’unica formazione con l’idea di iniziare a comporre
musica senza una precisa direzione stilistica; il
progetto si è rivelato vincente e ormai andiamo avanti
da un po’ di tempo.
(G)
Da quanto?
(A)
Ormai sono quattro anni, abbiamo iniziato nel ’99.
(T)
Comunque, se mi posso ricollegare alla domanda che tu
prima facevi ai Filthy, io penso che la scena punk,
ska e simili sia molto più vasta ma in tutta Italia,
non solo qui a Palermo. Il fatto che gli si dia
maggiore spazio deriva dal fatto che questi siano
generi da pochi soldi nel senso che non abbisognano,
almeno agli inizi, di una determinata situazione
tecnica come invece i gruppi metal per i quali, ad
esempio, è molto difficoltoso esibirsi in piccoli
centri sociali.
(T)
Ma
sai, in Italia esistono pochissime realtà in grado di
confrontarsi con l’estero e che veramente hanno alla
mano responsi si vendita reali e questi sono i Vision
Divine, i Labyrint, i Raphsody, i Lacuna Coil…gli
stessi Linea 77 di cui si parla tanto, sono una band
che fa molto bene in Inghilterra ed in Italia mentre
nel resto d’Europa non sono una band così
lanciatissima. Gli stessi Skunk Anansie in America non
sapevano neanche chi fossero seppur in Europa avevano
tantissimo seguito. Molto spesso si pensa che tutto
ciò che ci viene propinato dall’esterno attraverso le
riviste o la televisione sia una totale figata, poi
vai a vedere la situazione reale e capisci che non è
così, tanto è vero che gli artisti che realmente
vivono di musica in tutta la scena internazionale
saranno un centinaio, gli stessi gruppi di cui tutti
si esaltano sono comunque realtà piccole i cui
componenti quando scendono dal palco vanno a fare i
baristi, gli operai, gli impiegati. La realtà come
vedi è molto diversa da come noi tutti ce la
immaginiamo.
Dagli
esordi di “Tension at the seams” ad oggi il suono
degli Extrema ha mutato lentamente pelle, partendo da
una matrice prettamente trash fino ad assumere molti
di quei tratti riscontrabili nelle nuove scuole metal;
Volete spiegarci questa evoluzione?
(T)
Noi
siamo sempre state persone innamorate della musica,
per esempio, nelle nostre influenze abbiamo sempre
citato i Police o Gino Vannelli…
(G)
…oh, per lui eh!!! (risate)
(T)
..un sacco di situazioni che andavano da punk tra
virgolette al jazz, non ci siamo mai posti delle
barriere.
Io penso che quando suoni vai in mezzo a dei periodi,
inutile dire che non si è influenzati perché lo si è
sempre, da qualsiasi cosa arrivi alla testa, anche una
stronzata come assereje
(G)
Comunque penso che gli Extrema abbiano più riff
Hardcore che numetal….
(T)
…ma i giornalisti con la loro pochezza e
superficialità riconducono tutto ai Korn, io
sinceramente non sento molto Korn nel nostro ultimo
album, anzi, è il disco più Hardcore-metal degli
Extrema e noi ci siamo sempre sentiti vicini a questo
genere musicale.
(G)
Io ascolto l’ultimo dei My own victim praticamente 24
ore su 24, mi piace un casino.
Dei
Filthy sunday circus non sappiamo quasi nulla. Volete
descriverci il vostro suono?
Come ti ho detto prima, di base per i filthy non
esistono barriere, certo il nostro sound si avvicina
molto alle sonorità metal che noi impastiamo a riff
funky, parti rap o hardcore, comunque sia, il nostro
rimane sempre un approccio violento.
(M)
Quella hardcore è una componente che appartiene anche
a noi dai tempi dei Clownage, nostra band precedente i
Filthy, poi è naturale che più cresci negli anni più
senti crescere la necessità di sperimentare soluzioni
nuove.
(G)
Una band cresce sempre insieme, come sonorità e come
persone che la compongono.
(T)
Noi comunque viviamo la musica molto fisicamente…
(G)
… infatti io sono vergine…. (risate)
(T)
..cerchiamo il contatto con il pubblico, tra noi e
loro deve crearsi un feedback perfetto
Quindi
è più che altro una questione di attitudine,
d’istinto…..
(G)
Sì, penso che “attitudine” sia la parola giusta per
definire lo stile di vita e l’approccio alla musica
che appartiene agli Extrema.
In un’intervista del ’95 gli Extrema dichiaravano di
non portare nessuna bandiera e di non avere nessun
messaggio da lanciare; fino a che punto è vera questa
affermazione?
(G)
Io penso che il messaggio degli Extrema sia sempre
stato uno: venire ai concerti, divertirsi, non stare
con i piedi attaccati al pavimento, vivere la musica
in questo senso…
(T)
Negli anni ’70 si diceva che la musica avrebbe
cambiato il mondo, questo non è vero, lo capisci
guardando il mondo oggi….
(G)
…Il
mondo è in declino, noi abbiamo voluto dirlo nel testo
di “the world decline”, guardo la televisione e mi fa
tutto schifo!!!
Ecco
che esce il messaggio…
(T)
Ma il messaggio che cos’è? È una cosa che puoi dare
oggi e che magari domani già non senti più tuo. E’
tutto legato al periodo, all’età, alle esigenze, il
messaggio cambia in relazione ad esse. Le persone che
oggi affermano che sia giusto bombardare l’Iraq sono
le stesse che negli anni ’70 si fumavano i ciloni e
proclamavano la pace e l’amore.
Il nome “Filthy Sunday Circus” rimanda alla visione
di una società grottesca alla maniera circense che si
muove all’interno di una quotidianità marcia, corrosa…Questo
potrebbe rappresentare un messaggio di per se, vuoi
spiegarcelo meglio?
(M)
Il nostro nome è interpretabile in diversi modi,
dipende da chi lo legge, personalmente avrebbe dovuto
avere una valenza principalmente animalista riguardo
lo sfruttamento degli animali nel circo. In seguito ci
siamo resi conto che lo stesso discorso si può
allargare all’intera società, in questo senso siamo
tutti degli animali sfruttati da quel lurido circo che
è la società appunto.
So che entrambi i vostri gruppi hanno del materiale
pronto; per gli Extrema dovrebbe trattarsi di una
raccolta di rarità e B-side…
(T)
A
maggio uscirà questo nuovo prodotto che agli inizi
doveva essere un mini album che doveva traghettarci al
nuovo album…
(G)
…Caronte ci traghetterà…
(T)
…quindi ci traghetterà al quinto album che uscirà
sicuramente da maggio ad un anno, sarà appunto una
raccolta che conterrà tre brani inediti, delle quali
due messe da parte durante le lavorazioni di Better
mad than dead e che sono i brani in un certo senso più
hc-metal di quel periodo. Poi ci sarà questo brano
inedito, che farà da singolo, “The world decline”. Un
tot di remix, penso quattro, uno di Madasky, due di
Mario Andreolli degli RSU che è stato co-produttore di
Better e ancora due brani con gli Articolo 31 che
tutti hanno smerdato e che noi invece amiamo alla
follia considerandoli puro Extrema style al 100%.
Infine c’è questo brano divertente che c’era stato
richiesto per il centenario del Milan, in sostanza una
canzone da curva rivisitata alla maniera degli Extrema
pre-Tension at the seams.
Mentre
per i Filthy si tratta di una promo registrata di
recente…
(M)
Sì,
a dicembre siamo stati ai Fear studio di Ravenna ed
abbiamo registrato la Promo 2003 che contiene 6 brani
ed adesso inizieremo a spedirla in giro e romperemo le
palle a quanta più gente possibile con la speranza che
arrivi un contratto. Siamo comunque molto fieri del
nostro lavoro ed è valsa la pena di fare tutta quella
strada affidandosi a mani esperte, l’ambiente di
registrazione era perfetto e la qualità del suono
nonché la violenza che siamo riusciti a generare è
riscontrabile nel nostro lavoro.
Hei
Gianluca, ci fai una previsione delle testoline che si
romperanno stasera?
(G)
Saranno tante, potete starne certi!!!!!
A questo punto l’intervista ufficiale è
terminata ma sia io che i Filthy Sunday Circus abbiamo
avuto modo di verificare la passione che muove gli
Extrema, persone che non si limitano a timbrare il
cartellino dell’intervista ma che vanno oltre,
cercando il contatto e il dialogo sincero, l’amicizia
vera. Questa spontaneità ci ha legato nelle ore
precedenti il concerto, ore nelle quali abbiamo avuto
modo di parlare praticamente di tutto; così tra
parecchi litri di birra e alcuni sandwitch Gianluca e
Tommy hanno condiviso con noi le esperienze fatte con
i Pantera, gente ciecamente votata all’alcolismo il
cui camerino è costantemente strapieno di bottiglie di
wisky e vino. O ancora con i Metallica che a quanto
pare sprizzano sborra da tutti i pori e non si degnano
di dare confidenza ad anima viva. Ancora una marea di
cose divertenti della vita on the road come le barbe
suicide fatte nei più putridi autogrill d’Italia in
cui l’acqua è perennemente ghiacciata, i fegati
spappolati e le ulcere killer del Perotti, blocchi
della finanza andati paurosamente di culo grazie al
finanziere metallaro che alla fine chiede anche
autografo e foto….insomma, gente vera, fino alla fine |