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Ma
ditemi, chi era il vero "Best" |
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ciò che non
vorreste mai vedere sul più grande giocatore del
mondo.. |
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1/6/2002
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"BEST", ovvero
gloria, trionfo, caduta, baratro e poi dissoluzione ed
autodistruzione del piu' geniale giocatore mai
prodotto dalle Isole Britanniche. Un perfetto "bello e
dannato" dell'era moderna calcistica. Cio' che invece
non e' per nulla perfetto ma solamente dannato e' il
film a cui ho potuto assistere questa sera, al
NOSADELLA MULTICINEMA di BOLOGNA. Ero in fervente
attesa di vedere (finalmente!) il film-biografia su
uno dei piu' grandi, sebbene controversi, artisti che
la Storia dello Sport ricordi, e non solo di quella
del Calcio. Prima di tutto: la scelta del
protagonista: l'attore principale che interpretava la
parte di George Best, tale John Lynch, si e' rivelata
piuttosto infelice; in poche succinte parole, egli non
ha il cosiddetto "physique du role", meglio: "la face
du role" (scusate il mio francese, ma sono quasi 15
anni che non "tocco" una parola di questa pur amabile
lingua...). |
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Volto piu' triste,
emaciato e sconsolato i produttori non potevano
scegliere: in questo modo e' stata sperperata, lungo
tutto l'arco della pellicola, una malinconia eccessiva
ed ingombrante, difficile da digerire per lo
spettatore di turno, soprattutto per i fans di George
Best, quelli VERI, quelli cioe' venuti per ammirare
sotto forma di celluloide il loro grande, immortale
eroe |
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C'e' da chiedersi, ad
un certo punto della visione, se davvero il mirabile,
buon vecchio Georgie THE GENIUS" fosse davvero quella
riluttante, irritante e miserabile mezza calzetta che
per una buona meta' del film spara un' infinita
sequela di "vaffa" e di "vai al dia- volo", da farlo
sembrare piu' AL PACINO/SCARFACE piuttosto che un
George Best.......... Si', signori, perche', a rendere
ben conto, il film e' stato, prima di tutto, un vero e
proprio, inspiegabile "suicidio visivo", in quanto dei
"meravigliosi "Sessanta"" abbiamo visto sinceramente
poco o nulla, quando invece avrebbero meritato un
maggiore approfondimento, sia contestualmente che
musicalmente. |
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Penso, e spero, che per
George Best si possa fare di piu', piuttosto che
descriverlo come un drogato/ubriacone "sperpera-denaro",
ignara vittima di se stesso, prima che dell'alcool e
delle belle donne. Impostazione errata anche per cio'
che concerne la colonna sonora. Eccetto un paio di
tracks eccitanti e che ben si sposano con la scena in
atto, gli addetti ai lavori si sono dimostrati
difettosi nel proporre una miscela musicale che fosse
almeno minimamente in grado di commentare degnamente
le imprese calcistiche (ed ... extra) del mitico
Geordie. John Lynch, in tutta franchezza assomiglia di
piu' a Pete Townshend che a Best, e quindi gli
consiglierei di dedicarsi anima e corpo ad una
Biografia romanzata sugli Who, la prossima volta che
avra' intenzione di cimentarsi davanti ad una macchina
da presa. Anzi, avrei di meglio da proporre al cast di
"BEST": ingaggiate un attore, questa volta DAVVERO
bello, una faccia "alla GEORGE BEST", una autentica
"faccia da schiaffi", e fatelo recitare nelle parti
felici e coinvolgenti della sua vita (l'esordio
calcistico, il 5-1 al Benfica, la finale di Coppa
Campioni vinta con lo stesso Benfica, tanto per citare
alcuni capisaldi della sua esistenza), mentre, quando
si trattera' di descrivere la parabola discendente del
grande giocatore, richiamate pure l'inespressivo,
insipido John Lynch. Uguale: SUCCESSO ASSICURATO! DI
CRITICA E DI PUBBLICO (sia che tifiate Best, sia che
non vi tifiate). E poi dove sono I Beatles e i Rolling
Stones? E gli Who? E la "swingin' London" .....
Particolari mica da poco. Particolari minimamente
accennati in una produzione sommariamente goffa e
decisamente patetica, troppo patetica per sembrare
vera. |
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In definitiva,
l'immagine che si ha di George Best in questo film, e'
di una infinita tristezza, quasi da pianto nevrotico,
oltre che di una pomposissima nauseante malinconia,
qui intesa nella peggiore accezione possi- bile del
termine; una fotografia sbiadita senza colore, che
getta miseramente (anche se senza alcuna volonta' di
ledere) ancor piu' fango nella gia' difficile vita del
vecchio asso nord-irlandese. |
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Il mio
consiglio, quindi, e' questo: dimenticatevi in fretta
di "BEST", per andarvi a vedere IL VERO GEORGE BEST!
procurandovi un documentario sulla sua vita e le sue
"opere calcistiche". Rimuovete dalla vostra memoria le
brutte, noiose immagini di quel film, e IMMERGETEVI
negli anni '60 e, soprattutto, immergetevi in George
Best, "il piu' grande giocatore del mondo", secondo
Pele'. Ho detto Pele', eh? - mica poco! Alla fine, i
veri soldi non li ha sperperati Best, ma noi ad andare
a vedere questo fiacco, inconcludente remake sulla sua
vita. La prossima volta chiederei a regista e
sceneggiatori, nel caso si imbattessero nuovamente
nell'"enigma-Best", di regalarci molto piu' calcio e
molto meno alcool... In modo da non uscire NOI
"ubriachi", dopo la visione del film. Parola, PENSIERI
di un autentico "figlio degli anni '60".
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Alan
"J-K-68" Tasselli
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